L'unione tra due gay si può chiamare matrimonio?


L'unione tra due omosessuali può essere chiamata Matrimonio? No, perché sennò sua eccellenza Bagnasco, sua grassezza Adinolfi e sua sottomessità Miriano non avrebbero più ragione di vivere (ammesso che l'abbiano mai avuta).
"...e poi Matrimonio deriva dal latino matri-munus, che significa dono della madre e quindi figli e quindi vale solo per gli etero bianchi cattolici apostolici e romani. Lo sanno tutti ci sono le prove".
Se anche voi vi siete fracassati i poggibonsi a forza di sentire questa storia del matri-munus, chiariamo un paio di cosette:
  1. Il significato etimologico e il significato di uso spesso divergono. Le parole sono cose vive: nascono, si sviluppano, cambiano e spesso muoiono. Ad esempio, chi usa più il termine "guantiera"? o "crestomanzia"? Se fossimo così asini da fermarci al significato etimologico, allora il salario vi dovrebbe essere pagato in sacchetti di sale; i candidati dovrebbero vestirsi di bianco (candidus); il computer andrebbe usato solo come calcolatrice (computare); il patrimonio andrebbe ereditato solo dal padre, per cui se tua madre ti lascia qualcosa non puoi ereditarla e gli atei non potrebbero entusiasmarsi (enthousiázein="essere ispirato" + en- "in"+  Theós = dio)
  2. Se il matri-munus è il fondamento del matrimonio, perché l'istituto giuridico del matrimonio non obbliga la coppia ad avere figli? Perché si possono matri-muniare pure due persone che non possono o non vogliono avere figli?
  3. Se il matri-munus consiste nell'avere figli, com'è che ci sono tantissime donne che i figli li fanno senza essere matri-muniate? (tipo Giorgia Meloni)?
  4. Il significato etimologico è la radice di una parola non il frutto. È come se mi ostinassi a dire che le querce sono semi e non alberi, perché derivano dalle ghiande.
Insomma, il Roccia potrebbe farvi moltissimi esempio, ma stringi stringi il discorso è che solo i cretini possono rifarsi all'etimologia per discutere di una costruzione sociale e giuridica.
Che peraltro se stiamo all'etimologia cretino deriva etimologicamente dal cristiano. Lo sanno tutti, ci sono le prove.

8 cose che una coppia etero deve temere se approveranno i matrimoni gay

Ecco cosa accadrà se - l'invisibileunicornorosacenescampieliberi - dovesse passare il mefistofelico disegno di legge sulle unioni civili:
  1. Se gli omosessuali potranno sposarsi tutti i bambini chiederanno il costume da gay per carnevale. O da Elsa di Frozen. Ma più da gay, ne sono sicuro.
  2. Se gli omosessuali potranno sposarsi tutte le donne divorzieranno, si compreranno un camion, smetteranno di depilarsi le ascelle, si gratteranno il culo e pretenderanno di fare lavori da uomini.
  3. Se gli omosessuali potranno sposarsi tutti i bambini al tema "Cosa vuoi fare da grande?" risponderanno: "Da grande voglio fare il gay come Eltongion, come Tizianoferro, come Giannanannini e come Paparatzinger".
  4. Se gli omosessuali potranno sposarsi tutti gli uomini divorzieranno, lasceranno i loro tipici lavori di boscaiolo, metalmeccanico, pneumomartellista, macellaio e squarciatore di elenchi telefonici e si metteranno a coltivare petunie e barboncini (rosa).
  5. Se gli omosessuali potranno sposarsi le sale parto diventeranno lande desolate piene di ragnatele, arbusti rotolanti e ululati di coyote, le levatrici si daranno alla prostituzione e le donne di tutto il mondo si rifiuteranno di fare figli, costringendo i preti a comprarli su eBay
  6. Se gli omosessuali potranno sposarsi dovrò spiegare a mio figlio che i bambini non li porta la cicogna (e io odio dover parlare a mio figlio!)
  7. Se gli omosessuali potranno sposarsi le donne non saranno più sottomesse ai mariti e non si lasceranno pestare a sangue dicendo ai vicini: "Sono inciampata sulle scale, di nuovo" ("Di nuovo? Ma poi non abita al pianoterra?") 
  8. Se gli omosessuali potranno sposarsi allora anche il mio cane pretenderà di sposarsi con il canarino e le mie tartarughine vorranno fare una unione civile con i criceti e i vegani vorranno sposare i germogli di bambù e i neri vorranno sposare i cinesi e io non ho soldi per fare i regali a tutti quanti!  
* Lo so, il DDL Cirinnà non parla di matrimonio ma di unioni civili. Ma siccome dire "se gli omosessuali si uniocivilizzano" è elegante come un vestito della Santanchè e dire "Mi sono unito civilmente con Oreste" mi fa venire in mente due tizi che prima di trombare si dicono - "Prego, inizi lei" - "Oh, no, illustrissimo, non potrei mai, insisto affinché sia lei a iniziare per primo l'atto penetrativo", ho preferito utilizzare il termine matrimonio.

5 indizi per riconoscere se le foto di un profilo sono false


Salve, sono Sandro Roccia. Forse vi ricorderete di me per articoli come
"Maschioni nel web: fenomenologia delle foto da chat" e "Cerco amici solo attivi". Oggi parliamo delle foto sui profili di Facebook, Grindr, Gayromeo etc.

Anche se frequentate le chat porche e laide per puro interesse scientifico, può esservi utile sapere come distinguere i profili finti da quelli veri. E allora ecco 5 indizi che fareste bene a tenere in considerazione mentre sbavate sul vostro aiphon:

  1. Se è troppo bello per essere vero allora non è vero. Corpo scultoreo, pelle perfetta, sguardo magnetico, muscoli guizzanti, in una parola: bello. Troppo bello. Quindi probabilmente falso. Ma facciamo finta che che non siano foto false, secondo te, mio giovane neofita del GVW (gay virtually world) se fosse davvero così bello e perfetto te lo darebbe proprio a te? Non scomodarti, ti rispondo io: scordatelo.
  2. Il bello monofoto. Dalla foto del profilo ha un viso da urlo e un corpo da Men's Health. Ma ha solo quella foto. Non fidarti! Gli uomini belli non mettono mai meno di 100 foto, lo sanno tutti, ci sono le prove. Sennò come camperebbe Instagram? Se ne ha messa solo una significa che: 1) è del cugino bono 2) è del vicino bono 3) è rubata da qualche altro profilo 4) è photoshoppata. Ma mai, in nessun caso, è la sua vera foto.
  3. Hey, guarda, somiglia a...! Ecco, se il tizio della chat somiglia ad un attore, modello, cantante, pornodivo, bodybuilder famoso non ti viene il dubbio che sia proprio la foto dell'attore, modello, cantante, pornodivo, bodybuilder famoso? (PS. Se hai notato una certa somiglianza tra la foto del Roccia e Dwayne Johnson è perché il Roccia è il fratello bello di Dwayne Johnson, lo sanno tutti, ci sono le prove).
  4. I ritratti di Dorian Gray. Com'è universalmente noto, non esistono gay anziani. I gay sono tutti giovani. E anche le loro foto sono tutte giovani, in genere si fermano a 35 anni, kg più, kg meno. Se notate che uno ha le stesse foto del profilo di 15 anni fa, le possibilità sono due: o state chattando con Edward Cullen o il tipo ha frainteso il romanzo di Oscar Wilde per cui le sue foto non invecchiano mai mentre lui è prossimo all'incartapecorimento.
  5. Internescional immagins of me. Miei giovani roccetti, nella vita l'acume e la scaltrezza non vanno usati solo per accorgersi della smagliatura della valletta di Sanremo o per tagliaecucire del tizio con cui si è messo il vostro ex. Anche se l'ormone vi offusca la vista, provate a far caso ai piccoli particolari delle foto del tizio, come ad esempio il fatto che il bagno in cui si selfia non ha il bidet, i poster e le bevande sono di marca straniera, le maniglie delle porte sono diverse da quelle italiane etc. Se poi il tizio in questione non va oltre l'ai du spik inglisc, molto probabilmente è più falso di una banconota da 7 euro.
Chiaramente c'è anche la possibilità che il maschione arrapante, sensuale e perfetto che vedi in chat sia veramente come nelle foto. Può succedere. C'è gente che viene colpita dai fulmini due volte. C'è gente che vince al superenalotto. C'è gente che inciampa su un osso di Tirannosauro. Perché non dovrebbe essere che Mister Universo rimorchi in chat e voglia passare la notte proprio con te?

Smartphone e cani


7 italiani su 10 hanno uno smartphone.
1 italiano su 3 ha un cane.

Ciò significa che ci sono in giro milioni di italiani che camminano per strada leggendo messaggini, cambiando status e twittando. E ci sono 6.5 milioni di cani che fanno per strada almeno 5.5 milioni di cacche ogni giorno.

Il numero di cani e di smartphone cresce di anno in anno. La probabilità che tu pesti una cacca di cane aumenta esponenzialmente con il passare dei giorni.

Succederà. Sempre più spesso. Resistere è inutile.



Se siete gay, non andateci



Se siete gay, non andateci. Non andateci da soli, intendo. Portatevi un paio di amici. Meglio ancora, andateci con i vostri amici etero.
Perché un Paese in cui i diritti delle donne vengono chiesti solo dalle donne, le discriminazioni dei neri vengono contestate solo dai neri, le vittime della mafia vengono sostenute solo da vittime della mafia è un Paese morto. O forse è un paese che dorme. E allora #svegliaitalia!

I LUOGHI DELLA MANIFESTAZIONE

ANDRIA (Bat): 23 Gennaio ore 18.30, Viale Crespi
ANCONA: 23 gennaio ore 16.30, (Piazza da definire)
AOSTA: 23 gennaio ore 15.00, Piazza Émile Chanoux
ASTI: 23 gennaio ore 10.30, Piazza S.Secondo
BARI: 23 gennaio ore 16.30, Piazza del Ferrarese
BOLOGNA: 23 gennaio ore 16.00, Piazza Nettuno
CASERTA: 23 gennaio, ore 17.30 (luogo da definire)
CATANIA: 23 gennaio, ore 18.30 Piazza Stesicoro.
CREMONA: 23 gennaio ore 15.30, Piazza Roma (zona Pagoda)
FIRENZE: 23 gennaio ore 15, piazza da definire
FOGGIA: 23 gennaio ore 17.00, piazza Vittorio Emanuele
GENOVA: 23 gennaio (luogo e orario da definire)
LA SPEZIA: 23 gennaio ore 16.00 Piazza Garibaldi
LIVORNO: 23 gennaio ore 15.00 P.zza Attias (corteo fino P.zza del Municipio)
LUCCA: 23 gennaio, ore 16.00, piazza san Michele
MILANO: 23 gennaio ore 14.30, Piazza della Scala di fronte Palazzo Marino
MANTOVA: 23 gennaio ore 17, piazza Mantegna
MODENA: 23 gennaio ore 16, piazza da definire.
NAPOLI: 23 gennaio ore 16.30, P.zza Carità(Corteo fino a P.zza Plebiscito)
NOVARA: 23 gennaio, ore 15.30, piazza da definire.
PALERMO: 23 gennaio ore 16:30, P.zza Verdi (teatro Massimo)
PARMA: 23 gennaio ore 16:00, Piazza Garibaldi
PAVIA, 23 gennaio ore 15.30, piazza Della Vittoria
PIACENZA, 23 gennaio ore 15.00, Piazza Duomo
PERUGIA: 23 gennaio ore 15.30, Piazza Italia
PIACENZA: 23 gennaio ore 15, (Luogo in fase di definizione)
PISTOIA: 23 gennaio ore 17.00, (Luogo in fase di definizione)
REGGIO EMILIA: 23 gennaio ore 16, piazza Martiri del 7 Luglio
ROMA: 23 gennaio ore 15 di fronte al Pantheon (Piazza della Rotonda)
Dal 28 gennaio alle 16:00 al 30 gennaio alle 14:00 piazza Delle Cinque Lune - presidio permanente al Senato
SIRACUSA: 23 gennaio ore 21, Largo 25 Luglio (tempio di Apollo)
TARANTO: 23 gennaio ore 20, piazza Maria Immacolata
TRIESTE: 23 gennaio ore 15.00, piazza da definire
TREVISO: 23 gennaio ore 15.00, piazza da definire
UDINE: 23 gennaio ore 15, Piazza San Giacomo Airaldi
VARESE: 23 gennaio, ore 15.00, Piazza Monte Grappa
VERCELLI: 23 gennaio ore 15:00, piazza Cavour
VIAREGGIO: 23 gennaio ore 16.00, piazza Mazzini
VICENZA: 23 gennaio ore 16.00, piazza dei Signori.
TRIESTE: 23 gennaio ore 15.00, piazza Unità d’Italia
TORINO: 23 gennaio ore 15.30, piazza Carignano
TRENTO: 23 gennaio ore 16.00, piazza Dante

“L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni. Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri. Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese. La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati. Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone. Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti“.

Articolo per approfondire: Unioni civili: il 23 gennaio in piazza a chiedere uguaglianza (per realtà che esistono già)